<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>hachi&#039;s blog</title>
	<atom:link href="http://www.hachi.it/blog/?feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.hachi.it/blog</link>
	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Sep 2010 08:33:34 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>senza titolo</title>
		<link>http://www.hachi.it/blog/?p=513</link>
		<comments>http://www.hachi.it/blog/?p=513#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 22:23:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hachi</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose importanti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.hachi.it/blog/?p=513</guid>
		<description><![CDATA[eppure mi manca.
devo trovare il modo per risolvere &#8217;sta cosa.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>eppure mi manca.<br />
devo trovare il modo per risolvere &#8217;sta cosa.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.hachi.it/blog/?feed=rss2&amp;p=513</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Senza Titolo</title>
		<link>http://www.hachi.it/blog/?p=511</link>
		<comments>http://www.hachi.it/blog/?p=511#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 15:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hachi</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose importanti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.hachi.it/blog/?p=511</guid>
		<description><![CDATA[Non so spiegare come mi sento. Erano due anni che lavoravo a questa roba, certo in maniera irregolare, ma due anni, un&#8217;infinità di tempo. E poi di colpo, in una maniera assolutamente beffarda, scopri che è finita.
Ho copiato. Inconsapevolmente, ma ho copiato. Ho letto un libro, ho dimenticato di averlo letto, e l&#8217;ho riscritto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so spiegare come mi sento. Erano due anni che lavoravo a questa roba, certo in maniera irregolare, ma due anni, un&#8217;infinità di tempo. E poi di colpo, in una maniera assolutamente beffarda, scopri che è finita.<br />
Ho copiato. Inconsapevolmente, ma ho copiato. Ho letto un libro, ho dimenticato di averlo letto, e l&#8217;ho riscritto a modo mio. Con tante, troppe somiglianze. Cose grosse, non dettagli che si possono togliere o modificare. Dovrei stravolgere il carattere della protagonista per cambiare abbastanza.<br />
E&#8217; stato il mio socio di scrittura a farmelo notare, ma in maniera benevola. Non credo abbia capito del tutto la gravità di ciò che è successo. Mi ha consigliato di leggere quel libro perchè c&#8217;erano delle cose che somigliavano al mio personaggio. E io ho ubbidito, buona buona, curiosa. Avevo letto altre cose di quell&#8217;autrice, e l&#8217;avevo trovata assai mediocre. Poi avevo iniziato anche la seconda trilogia, questo me lo ricordo, ma ero convinta di averne letto davvero poco. La protagonista mi stava antipatica.<br />
Antipatica!<br />
Beh, no, lei non è uguale alla mia. Non completamente. Ma è la sua essenza che è identica. Per tre quarti di quel migliaio di pagine si strugge nel ricordo del suo antico maestro, morto per salvarla, a cui deve tutto. E io ho costruito tutto sul rapporto fra quei due, su come l&#8217;innocenza di lei in qualche modo lo salva da ciò che stava diventando, su come il loro rapporto da simbiotico diventi amore. Questa cosa, che all&#8217;inizio doveva essere quasi un contorno, piano piano è diventata il centro assoluto del racconto, ed è l&#8217;essenza stessa, uguale, del libro che sto finendo di leggere.<br />
Non credo che saprò riprendere la scrittura. Quello che è successo è troppo.<br />
Ma è durissima dire addio a qualcosa che mi ha tenuto compagnia per due anni, che mi ha fatto superare un&#8217;infinità di serate solitarie in cui finalmente c&#8217;era un obiettivo, scrivere. E che ha tenuto vivo il rapporto col mio socio di scrittura, altrimenti destinato inevitabilmente a finire in un sms di auguri a natale. E&#8217; stata un&#8217;illusione anche quella, non c&#8217;è nulla che ci leghi se non il lavoro che stavamo facendo insieme. E se io non scrivo più, non c&#8217;è motivo per continuare a sentirci.<br />
So già cosa mi dirà: che non si inventa niente, e che non è così evidente la somiglianza. In effetti di tutto quello che ho scritto al momento nell&#8217;economia finale della storia si salverebbe un capitolo e alcuni flashback qua e là. Ma non è questione di cambiare un episodio. Lei è uguale, e questo non si può cambiare. C&#8217;è una parte, che lui non ha mai letto, perchè l&#8217;avevo esclusa io a priori, non sapendo bene dove piazzarla e a cosa collegarla, che riprende pari pari il libro pubblicato. E che avevo completamente rimosso.<br />
E pensare che ci dicevamo a vicenda per farci coraggio &#8220;Beh, dai, se hanno pubblicato XXX potrebbero pubblicare pure noi&#8221;&#8230; quante volte mi sono fatta questa battuta ignorando che proprio XXX avevo copiato?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.hachi.it/blog/?feed=rss2&amp;p=511</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title></title>
		<link>http://www.hachi.it/blog/?p=509</link>
		<comments>http://www.hachi.it/blog/?p=509#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 09:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hachi</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose importanti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.hachi.it/blog/?p=509</guid>
		<description><![CDATA[Io a quel punto avrei preso il telefono in mano. Per una volta che si poteva, che non c&#8217;era nessun stupido ostacolo di mezzo. Arriva un punto in cui le parole di una mail non bastano. Potevi provare a convincermi che eri sincero, che davvero volevi sapere che cosa c&#8217;era che non andava. E invece, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io a quel punto avrei preso il telefono in mano. Per una volta che si poteva, che non c&#8217;era nessun stupido ostacolo di mezzo. Arriva un punto in cui le parole di una mail non bastano. Potevi provare a convincermi che eri sincero, che davvero volevi sapere che cosa c&#8217;era che non andava. E invece, nulla. Nemmeno hai provato a insistere, mi hai dato implicitamente ragione sul fatto che lo stavi facendo solo perchè ti avevo scritto che non ti importava. E hai detto a un&#8217;altra quello che avrei voluto sentirmi dire io. Lo so benissimo che era tutto uno scherzo, ma sarebbe bastato. Era lo stesso un segno di interesse.<br />
Invece ora devo fare i conti col fatto che non esisto neppure.<br />
Oltre che con tutto il resto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.hachi.it/blog/?feed=rss2&amp;p=509</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per puro caso, Anne Tyler (attenzione SPOILER)</title>
		<link>http://www.hachi.it/blog/?p=507</link>
		<comments>http://www.hachi.it/blog/?p=507#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 19:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hachi</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.hachi.it/blog/?p=507</guid>
		<description><![CDATA[Da anni conosco e apprezzo Anne Tyler, ma questa volta sono rimasta perplessa. Intanto, ho preso questo &#8220;Per puro caso&#8221; etichettato come una novità e non lo è, è uscito nel 1995, anche in Italia. Vabbè, se non l&#8217;ho letto, che importanza ha in che anno è stato scritto? un po&#8217; trovo che si senta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da anni conosco e apprezzo Anne Tyler, ma questa volta sono rimasta perplessa. Intanto, ho preso questo &#8220;Per puro caso&#8221; etichettato come una novità e non lo è, è uscito nel 1995, anche in Italia. Vabbè, se non l&#8217;ho letto, che importanza ha in che anno è stato scritto? un po&#8217; trovo che si senta, che ha quindici anni, e poi ho il sospetto di averlo letto all&#8217;epoca. Addirittura di avere l&#8217;altra edizione&#8230; ma la ricerca non ha dato esito, nè a casa mia nè da mia madre. Ci sono parti che mi sembra di ricordare e parti che mi paiono del tutto nuove. Mah. Tra un dubbio e l&#8217;altro, vado avanti. La storia nella sua banalità è avvincente, e i dettagli non li racconta quasi nessuno come la Tyler.<br />
Poi arrivo alla fine, e mi cascano le braccia.<br />
Ma come? Questa poveretta, che ha fatto una vita davvero squallida, che non è mai uscita dalla casa del padre visto che ci è entrato il marito e sono sempre rimasti a vivere lì, madre a vent&#8217;anni, che ha lavorato come &#8220;segretaria&#8221; del marito nell&#8217;assoluto anonimato, al punto che quando sparisce i suoi stessi familiari non sanno dire di che colore abbia gli occhi o che cosa indossasse l&#8217;ultima volta che l&#8217;hanno vista&#8230; alla fine torna a casa???<br />
Che delusione.<br />
Speravo in un riscatto di questa vita tristemente uguale a quella di tante di noi, e invece alla fine Delia Grinstead &#8220;decide&#8221; che il suo posto è a casa, col marito che non l&#8217;ascolta e i figli che danno per scontato tutto quello che fa per loro, la sorella che forse le insidia il marito ecc&#8230; o forse non decide affatto, forse semplicemente si ritrova lì per il matrimonio della figlia e non riesce più a tornare all&#8217;altra sua vita, quella minimal nel paesino di provincia dove si è ricostruita una vita, e dove un gatto, un ragazzino e suo padre la stanno aspettando. Cosa ne sarà del poveretto, che ha già subito l&#8217;abbandono della madre e che ora non vedrà più tornare la governante a cui è evidentemente affezionatissimo?<br />
E la figlia? La figlia che pare destinata a seguire le orme materne, che non ha messo ancora il naso fuori casa e intende sposarsi col fidanzato che frequenta da sempre, che entra e esce di casa come se fosse sua, tanti sono gli anni che stanno insieme? In un soprassalto di intelligenza manda a monte le nozze, ma poi si fa abbindolare da un trucchetto stupido, dice che si sposerà se il fidanzato rimedierà a uno scherzo stupido che ha fatto a uno sconosciuto pochi giorni prima, e lui, che per carità, a lei sembra tenerci davvero, ci riesce, e lei allora dice sì, che lo sposerà. E nel frattempo quel ritardo nelle nozze (un paio di giorni) sarà fatale alla madre, che non riuscirà più a partire.<br />
Che tristezza.<br />
E Belle, l&#8217;affittacamere, che alla fine sembra intenzionata a sposare il terribile signor Lamb giusto perchè non le è riuscito di accalappiare niente di meglio? Forse è una figura ancora più tragica delle altre che popolano il libro.<br />
Non un briciolo di speranza, nessun riscatto per questi poveracci, destinati a continuare la loro esistenza grigia e squallida un giorno dopo l&#8217;altro, senza orizzonte se non la morte.</p>
<p>Non che la Tyler sia allegra, di solito. Spesso i suoi personaggi sono dei falliti che non riescono a tirarsi fuori dalla loro grigia mediocrità, ma trovo che in questo &#8220;Per puro caso&#8221; si arrivi davvero al limite.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.hachi.it/blog/?feed=rss2&amp;p=507</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Disavventure con lo scanner</title>
		<link>http://www.hachi.it/blog/?p=505</link>
		<comments>http://www.hachi.it/blog/?p=505#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 21:46:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hachi</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose importanti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.hachi.it/blog/?p=505</guid>
		<description><![CDATA[Uff.
Notoriamente, io non so tenere una matita in mano. Ma serviva decisamente una mappa dei posti di cui stiamo scrivendo, a forza di buttare lì punti cardinali non si capiva più nulla e ogni volta nelle note era tutto un &#8220;eh? a nord? ma non era ovest?&#8221; &#8220;sì, ma ovest in senso assoluto, però è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uff.<br />
Notoriamente, io non so tenere una matita in mano. Ma serviva decisamente una mappa dei posti di cui stiamo scrivendo, a forza di buttare lì punti cardinali non si capiva più nulla e ogni volta nelle note era tutto un &#8220;eh? a nord? ma non era ovest?&#8221; &#8220;sì, ma ovest in senso assoluto, però è nord se lo guardi da lì&#8221; che non convincevano nessuno.<br />
Detto fatto, il mio &#8220;socio&#8221; è più deciso di me, ha preso carta e penna (biro!) e ha disegnato la cartina. E se ne è andato dicendo &#8220;vero che poi me la mandi dopo averla passata allo scanner?&#8221;<br />
Io ci ho provato.<br />
O meglio, mi sono messa, come quando andavo a scuola, in trasparenza sul vetro della finestra, ho ricalcato lo schizzo fatto a biro, ho ripassato i contorni col pennarello più spesso e poi non contenta l&#8217;ho colorato. E&#8217; venuto tenue il colore, in effetti, &#8217;ste matite del supermercato sono un po&#8217; una schifezza&#8230; però c&#8217;era. Passo allo scanner e il colore svanisce, resta solo un&#8217;ombra dove era più scuro e basta.<br />
Così ora lo sto colorando al pc, cosa che so fare ancora meno che usando delle matite&#8230; ci vuole un mucchio di tempo e viene giù con l&#8217;accetta, senza sfumature, senza cambi tenui di colore ma tutto molto netto e pieno&#8230; mah.<br />
D&#8217;altra parte, se troviamo qualcuno che ci pubblica, ci daranno anche il grafico che ci disegna la mappa, no?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.hachi.it/blog/?feed=rss2&amp;p=505</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Noia</title>
		<link>http://www.hachi.it/blog/?p=467</link>
		<comments>http://www.hachi.it/blog/?p=467#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 12:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hachi</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.hachi.it/blog/?p=467</guid>
		<description><![CDATA[Agosto in città, senza nulla da fare, senza la sensazione di essere in vacanza visto che non si trova uno straccio di lavoro decente. O anche non decente.
Se solo ci fossi riuscita, oggi avrei dormito tutto il giorno.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Agosto in città, senza nulla da fare, senza la sensazione di essere in vacanza visto che non si trova uno straccio di lavoro decente. O anche non decente.<br />
Se solo ci fossi riuscita, oggi avrei dormito tutto il giorno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.hachi.it/blog/?feed=rss2&amp;p=467</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E finalmente ho ceduto&#8230; (attenzione: SPOILER)</title>
		<link>http://www.hachi.it/blog/?p=469</link>
		<comments>http://www.hachi.it/blog/?p=469#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 22:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hachi</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.hachi.it/blog/?p=469</guid>
		<description><![CDATA[
Quando, nel 1997, uscì il primo libro di Harry Potter io avevo venticinque anni, non leggevo fantasy e mi consideravo troppo grande per un libro da ragazzi. Perciò lo ignorai, e proseguii tranquillamente per tutti i dieci anni e sette libri successivi. Nel frattempo avevo iniziato a leggere fantasy, anzi, a divorarla, ma Harry Potter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-470" title="harry-potter" src="http://www.hachi.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/harry-potter.jpg" alt="harry-potter" width="300" height="300" /><br />
Quando, nel 1997, uscì il primo libro di Harry Potter io avevo venticinque anni, non leggevo fantasy e mi consideravo troppo grande per un libro da ragazzi. Perciò lo ignorai, e proseguii tranquillamente per tutti i dieci anni e sette libri successivi. Nel frattempo avevo iniziato a leggere fantasy, anzi, a divorarla, ma Harry Potter non mi sembrava &#8220;degno&#8221; del genere. Maghi e streghe un po&#8217; troppo contemporanei, un po&#8217; troppo ragazzini e soprattutto un po&#8217; troppo di successo. Ebbene sì, sono un po&#8217; snob, lo ammetto. Ho letto la saga di Twilight solo perchè mi sono imbattuta nel primo immediatamente, molto prima che la quasi totalità delle ragazzine iniziasse a delirare sull&#8217;argomento, altrimenti mi sarei rifiutata, e ora guardo con un certo orrore al proliferare incontrollato di qualunque cosa contenga la parola &#8220;vampiro&#8221; nel titolo.</p>
<p>Ora ho ceduto. Negli ultimi sei mesi ho letto i sette libri, uno di fila all&#8217;altro a ritmo sostenuto (una pausa fra il 4 e il 5), e ho visto i film di pari passo, dopo aver finito il libro corrispondente.<br />
Beh, che dire?<br />
Sono stupita di un paio di cose.<br />
Primo, di come io sia riuscita a passare in maniera del tutto &#8220;trasparente&#8221; attraverso la miriade di siti, discussioni, articoli e chiacchiere sull&#8217;argomento in questi anni. Ricordo nitidamente i resoconti del delirio collettivo all&#8217;uscita di un nuovo libro della saga, il polverone causato dal fatto che nel titolo del settimo libro era presente la parola <em>morte</em>, i litigi fra i miei amici per lo scherzo idiota di spoilerare il finale a chi non voleva sapere nulla prima di aver letto il libro.<br />
Beh, io non lo sapevo.<br />
Sono arrivata alle ultime pagine del settimo volume senza avere idea di come sarebbe finito, con una vaga idea che la Rowling c&#8217;era già andata giù abbastanza pesante per non mettere il lieto fine, ma senza alcuna certezza.<br />
Secondo: benchè io abbia fatto il possibile (e anche con un certo successo, appunto) per ignorare il putiferio mediatico, Harry Potter ha immediatamente la faccia di Daniel Radcliffe e ce l&#8217;avrà sempre. Non riesco in nessun modo a staccarmi dalla rappresentazione cinematografica (assai mediocre), non riesco a pensare Harry diverso dall&#8217;attore, non mi viene proprio da dargli un aspetto anche solo vagamente diverso. In fondo nel libro non viene detto poi moltissimo sul suo aspetto, anche i famosi occhiali&#8230; mah&#8230; viene mai detto che sono tondi? forse sì, ma non ne sono mica certa&#8230;</p>
<p>Dal fatto che li ho letti tutti e sette si capirà che mi sono piaciuti. La storia è solida e sufficientemente intricata, la fine è soddisfacente e risponde ai vari interrogativi lasciati aperti qua e là, la &#8220;crescita&#8221; dei personaggi nei sette anni che si immagina siano intercorsi fra il primo e il settimo libro è notevole, e se i primi si leggono rapidi e paiono poco più di una favola per bambini, poi l&#8217;atmosfera cambia decisamente ed è gradevole anche per gli adulti.<br />
Mi ha sinceramente un po&#8217; stufato la struttura sempre uguale dei libri: nuovo anno scolastico, indizi che qualcosa sta andando storto, scontro finale che corrisponde con la fine della scuola&#8230; ma com&#8217;è che &#8217;sto Voldemort aspetta sempre maggio-giugno per sferrare il suo attacco annuale?<br />
Dicevo del finale: sono arrivata agli ultimi capitoli senza avere idea di come sarebbe andata a finire, senza che ci fosse un vero indizio che lo suggerisse&#8230; e a dire il vero, non me ne fregava nulla. Che Harry Potter viva o muoia, che Voldemort venga sconfitto o no, non era ciò che volevo sapere&#8230; a dispetto del fatto che la saga sia assolutamente centrata sul suo protagonista (non esistono scene che riguardino gli altri personaggi in cui Harry non sia presente, è come se gli altri semplicemente non possano esistere senza Harry!) a me importava solo sapere la verità su Silente. Mi disturbava profondamente dover pensare che alla fine pure lui non fosse la figura positiva che era sembrata per tutti i libri. Lo so che non esiste il bianco assolutamente bianco (nè il suo contrario), e in fondo il contraltare mi ha soddisfatto: scoprire che Piton non era davvero così cattivo come sembrava e capire perchè aveva fatto quel che ha fatto me lo ha riabilitato parecchio (anche se la sua perfetta sovrapposizione visiva con Renato Zero rovina molto l&#8217;effetto&#8230;), ma alla fine Silente DOVEVA uscirne pulito, altrimenti mi sarei sentita truffata. Non tanto riguardo ai suoi errori di gioventù, a quelle idee vagamente nazistiche del dominio sui babbani e compagnia varia, che tutto sommato danno profondità al personaggio (insisto, il bianco perfettamente bianco non esiste&#8230;) ma l&#8217;idea, espressa nel settimo libro, che abbia deliberatamente ingannato Harry.<br />
&#8220;L&#8217;hai tenuto in vita perchè possa morire al momento giusto?&#8221;<br />
&#8220;Non esserne stupito, Severus&#8221;<br />
&#8220;Tu mi hai usato&#8221;<br />
&#8220;Sarebbe a dire?&#8221;<br />
&#8220;Ho fatto la spia per te, ho mentito per te, ho corso rischi mortali per te. Credevo che servisse a proteggere il figlio di Lily Potter. Adesso mi dici che lo hai allevato come una bestia da macello&#8230;&#8221;<br />
Ma non era così. Silente non lo ha allevato come una bestia da macello, e il senso di tutte quelle lezioni del sesto libro in cui gli racconta la storia di Voldemort prima che diventasse Voldemort è tutto lì: gli ha insegnato proprio ciò che il suo nemico ignorava, l&#8217;amore. Harry non va a farsi ammazzare da Voldemort perchè *deve*, lo fa perchè *vuole* farlo, perchè pensa che sia la cosa giusta da fare. E il premio è che la maledizione senza perdono non funziona, e Harry sopravvive, e anzi, sceglie se tornare o no.</p>
<p>Brutti, proprio brutti i film. Sembra che ogni volta che c&#8217;è una scena che potrebbe far capire meglio i personaggi, gli sceneggiatori abbiano urlato &#8220;Attenzione! Tagliamo via tutto, c&#8217;è dell&#8217;approfondimento psicologico!!&#8221; Va bene che per metterci tutto dovrebbero essere lunghi almeno cinque ore l&#8217;uno, ma hanno davvero esagerato. Ci sono scene del tutto stravolte che appaiono insensate o che modificano la narrazione. Nel libro, Silente blocca Harry con un incantesimo in modo che non possa intervenire per salvarlo: sa benissimo che sta per essere ucciso, e come si scoprirà, buona parte della cosa è organizzata e voluta. Nel film, si limita a dirgli &#8220;Stai lì e non fare niente&#8221; e lui ubbidisce. Ma perchè? E soprattutto, visti tutti i pipponi che si fa di continuo, perchè non è tormentato dai sensi di colpa? Avrebbe potuto intervenire, forse avrebbe potuto evitarlo&#8230; Ma forse sarebbe stata una perdita di tempo essere coerenti e inserire anche quei tormenti.<br />
Non sono sicura che andrò a vedere il settimo film quando uscirà. Pure in 3D, che con gli attori in carne e ossa fa ancora abbastanza pena. Mah. Vedremo.</p>
<p>Alla fine, anche Harry Potter è la solita, consueta storia che il mio master mi &#8220;accusa&#8221; di scrivere identica ogni volta che devo fare il background di un personaggio nuovo. Il nodo è sempre lì, nel rapporto col maestro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.hachi.it/blog/?feed=rss2&amp;p=469</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fidarsi dell&#8217;istinto</title>
		<link>http://www.hachi.it/blog/?p=478</link>
		<comments>http://www.hachi.it/blog/?p=478#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 20:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hachi</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.hachi.it/blog/?p=478</guid>
		<description><![CDATA[
Ho scelto le copertine delle edizioni originali solo perchè i disegni mi piacciono di più di quelli scelti da Fanucci.
Vado in libreria cercando tutt&#8217;altro, anzi, nemmeno cercando per me, ma per un amico che mi ha lasciato una commissione da fare. E mi imbatto in questo Mistborn &#8211; Il pozzo dell&#8217;ascensione, mi ispira e me [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.hachi.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/mistborn.JPG" alt="mistborn" title="mistborn" width="320" height="172" class="aligncenter size-full wp-image-477" /><br />
Ho scelto le copertine delle edizioni originali solo perchè i disegni mi piacciono di più di quelli scelti da Fanucci.<br />
Vado in libreria cercando tutt&#8217;altro, anzi, nemmeno cercando per me, ma per un amico che mi ha lasciato una commissione da fare. E mi imbatto in questo <a href="http://www.fanucci.it/libro.php?id=947">Mistborn &#8211; Il pozzo dell&#8217;ascensione</a>, mi ispira e me lo compro. Leggo le prime pagine subito, in pullman, e non riesco a staccarmene: il primo capitolo praticamente è una lunga descrizione di uno scontro ed è affascinante.<br />
Io non so scrivere i combattimenti, e provo grande invidia per chi ne è capace&#8230;<br />
Poi il dubbio che qualcosa non vada mi coglie: ci sono un po&#8217; troppe cose che sono date per scontate, è un modo strano di scrivere. Basta una breve ricerca con Google per scoprire che in effetti quello che ho fra le mani è un secondo volume, e che il primo è <a href="http://www.fanucci.it/libro.php?id=900">Mistborn &#8211; L&#8217;ultimo impero</a>, uscito l&#8217;autunno scorso.<br />
Purtroppo ormai bastano pochi mesi perchè i libri siano &#8220;vecchi&#8221; e difficilmente trovabili, e mi tocca la caccia al tesoro per trovarlo, ma <a href="http://www.ibs.it">ibs</a> fa il miracolo.</p>
<p>Divorati.<br />
Era tanto che non stavo alzata fino alle tre di notte per leggere, che non vedevo l&#8217;ora di essere a casa per leggere.<br />
Tanto che mi è venuta voglia di provare a leggere la saga-monstre &#8220;La ruota del tempo&#8221; solo perchè Sanderson è stato incaricato di scrivere l&#8217;ultima parte dopo la morte del suo autore Robert Jordan.<br />
Personaggi affascinanti, un sistema di magia semplice e innovativo, una storia che vabbè, per alcuni aspetti è sempre la stessa, ma è ben raccontata, e anche quando addirittura sai già come va a finire (sul risvolto di copertina del secondo volume è svelata la sorte di uno dei protagonisti&#8230;) non puoi staccartene perchè è vero che sai che fine fa, ma non sai COME fa quella fine!<br />
Leggermente meno coinvolgente il secondo volume, forse perchè il protagonista maschile mi stava un po&#8217; antipatico e continuavo a sperare che ci fosse qualche clamoroso colpo di scena e non andasse a finire come sembrava che stesse andando&#8230;<br />
Ora l&#8217;attesa per il terzo e ultimo volume, già abbondantemente uscito in inglese, speriamo che Fanucci si dia una mossa con la traduzione!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.hachi.it/blog/?feed=rss2&amp;p=478</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prova categoria musica</title>
		<link>http://www.hachi.it/blog/?p=475</link>
		<comments>http://www.hachi.it/blog/?p=475#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 May 2010 17:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hachi</dc:creator>
				<category><![CDATA[musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.hachi.it/blog/?p=475</guid>
		<description><![CDATA[metterò qualcosa mi serve un articolo in questa categoria
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>metterò qualcosa mi serve un articolo in questa categoria</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.hachi.it/blog/?feed=rss2&amp;p=475</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mille anni che sto qui</title>
		<link>http://www.hachi.it/blog/?p=464</link>
		<comments>http://www.hachi.it/blog/?p=464#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:33:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hachi</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.hachi.it/blog/?p=464</guid>
		<description><![CDATA[
Vorrei scrivere qualcosa su ogni libro che leggo, ma sono già in ritardo!
Ho finito pochi giorni fa questo &#8220;Mille anni che sto qui&#8221;, primo romanzo di Mariolina Venezia. Ho regalato il secondo a mia cugina a Natale per via del fatto che è ambientato a Matera, paese originario di suo marito (e anche un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.hachi.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/milleanni.jpeg" alt="milleanni" title="milleanni" width="100" height="160" class="alignleft size-full wp-image-465" /><br />
Vorrei scrivere qualcosa su ogni libro che leggo, ma sono già in ritardo!<br />
Ho finito pochi giorni fa questo &#8220;Mille anni che sto qui&#8221;, primo romanzo di Mariolina Venezia. Ho regalato il secondo a mia cugina a Natale per via del fatto che è ambientato a Matera, paese originario di suo marito (e anche un po&#8217; vergognandomi di questa motivazione così originale&#8230;) e poi mio zio ha prestato questo a mia madre e io ne ho approfittato.<br />
Si tratta di una saga famigliare ambientata a Grottole, un paesino vicino a Matera, che si dipana lungo tutto il &#8216;900 (anzi, inizia anche un po&#8217; prima&#8230;) e che segue ora l&#8217;uno ora l&#8217;altro dei vari personaggi, che sono tantissimi. Si legge volentieri, e qua e là strappa anche qualche risata. Di solito non è il mio genere, preferisco le storie che hanno un protagonista ben definito e non una folla di personaggi che appaiono e scompaiono, ma sono stata catturata dalla scrittura e dal ritmo di questo romanzo. Forse non per nulla l&#8217;autrice è una sceneggiatrice televisiva&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.hachi.it/blog/?feed=rss2&amp;p=464</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
